La sera, dalla spiaggia di Pratoranieri, il sole scende esattamente dietro un profilo di montagne in mezzo al mare. È l’Isola d’Elba, e chi passa qualche giorno da noi finisce quasi sempre per farci la stessa domanda: si può andare e tornare in giornata? La risposta è sì, ed è una delle gite più belle che si possano fare partendo da Follonica.

L’Elba è la più grande isola dell’Arcipelago Toscano e la terza d’Italia per estensione. La separa dal continente solo il canale di Piombino, una decina di chilometri di mare. Una curiosità per i nostri ospiti: la via in cui si trovano le nostre case porta il nome di Palmaiola, uno degli isolotti di quel canale, che appartiene proprio al comune elbano di Rio.

In questa guida trovate come arrivare al porto di Piombino, quale traghetto scegliere tra Portoferraio, Rio Marina e Cavo, cosa vedere in un giorno con la macchina e senza, e i consigli che diamo a chi ci chiede come organizzarsi.

Da Pratoranieri al porto di Piombino

Il porto dei traghetti per l’Elba è a Piombino, sull’altro lato del nostro Golfo. Da Pratoranieri sono circa 27 chilometri, poco più di mezz’ora di macchina: si raggiunge l’Aurelia, si prende la direzione di Piombino e si seguono le indicazioni per il porto fino alla Stazione Marittima, da cui partono le navi.

Chi preferisce lasciare l’auto a casa ha un’alternativa comoda: il treno. La stazione di Follonica, sulla linea Tirrenica, è a due chilometri e mezzo da noi. Da Campiglia Marittima parte la diramazione che arriva fino a Piombino Marittima, la stazione costruita apposta per chi va all’Elba, a pochi passi dagli imbarchi. A seconda della corsa può servire un cambio a Campiglia: conviene controllare prima sul sito di Trenitalia.

Il traghetto da Piombino: Portoferraio, Rio Marina o Cavo

Da Piombino si può sbarcare in tre porti diversi, e la scelta cambia tutta la giornata.

Portoferraio è il porto principale dell’isola, quello con più collegamenti, serviti tutto l’anno da più compagnie. È la scelta giusta per chi va senza macchina, perché la città vecchia si gira a piedi partendo dal molo.

Rio Marina e Cavo sono sulla costa orientale, quella che guarda verso di noi. Cavo è il porto dell’isola più vicino al continente, e la traversata è la più breve; su questa linea viaggiano anche mezzi veloci per soli passeggeri. Rio Marina è la porta naturale per l’Elba delle miniere e per scendere verso Porto Azzurro.

Un traghetto nella rada di Portoferraio con le montagne dell’Elba sullo sfondo
Un traghetto nella rada di Portoferraio, in rotta verso Piombino. Foto di Ameichle, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Non indichiamo orari né prezzi, perché cambiano di stagione in stagione e anche da un anno all’altro: le corse sono molte d’estate e si riducono in inverno, e alcune linee sono solo stagionali. Il consiglio pratico è uno solo: guardate gli orari sui siti delle compagnie qualche giorno prima e, soprattutto d’estate e se portate la macchina, prenotate andata e ritorno. Per una gita in giornata contano due corse: la prima del mattino per andare e una del tardo pomeriggio per rientrare con calma.

Con la macchina o senza?

È la prima cosa da decidere. Senza auto la giornata è più semplice e rilassata: si sbarca a Portoferraio e si visita la città a piedi, oppure si sbarca a Cavo o a Rio Marina e si passeggia sul lungomare. Per spostarsi più in là c’è il servizio di autobus sull’isola, gestito da Autolinee Toscane, ma prima di contarci conviene controllare le corse del giorno.

Con l’auto si vede molto di più, ma il biglietto costa di più, l’imbarco richiede più anticipo e d’estate i posti per le macchine finiscono presto. Vale la pena se volete fare il giro dell’Elba orientale, da Rio Marina a Porto Azzurro e Capoliveri, che è il modo migliore per sentire l’isola in un giorno solo.

Portoferraio a piedi, la città di Cosimo

Chi arriva a Portoferraio dal mare capisce subito com’è nata: una cinta di bastioni che sale dal porto fino a due fortezze in cima al promontorio. Nel 1548 il granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici la rifondò come città fortificata, affidandone il progetto all’architetto Giovanni Camerini, e la chiamò Cosmopoli, la città di Cosimo. Doveva difendere le coste toscane dai pirati, e ci riuscì: resistette agli assalti di Dragut nel 1553 e nel 1555.

La passeggiata comincia dalla darsena medicea, il porto vecchio voluto dai Medici. Un tempo la sua imboccatura veniva chiusa con una catena lunga circa 125 metri, tesa dalla Torre del Gallo alla Torre della Linguella. La Linguella è ancora lì, con la sua pianta ottagonale: nata nel 1548 come torre di avvistamento e deposito del sale, fu poi trasformata in prigione, e tra i suoi detenuti ebbe l’anarchico Giovanni Passannante e, negli anni Trenta, Sandro Pertini. Accanto si vedono i resti di una villa romana.

La Torre della Linguella a pianta ottagonale all’ingresso della darsena di Portoferraio
La Torre della Linguella, all’estremità della rada. Foto di Daniele Napolitano, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Dalla darsena si sale per le vie del centro storico. Le loro lastre di pietra rosata, posate nel 1700, hanno dato a Portoferraio il soprannome di “città rosa”. In alto ci sono i due forti medicei: il Forte Stella, del 1548, con il faro costruito dai Lorena nel 1788, e il Forte Falcone, cominciato nel 1549 e finito solo nel 1701. Da lassù si domina tutta la rada del porto.

Per il bagno c’è la spiaggia delle Ghiaie, fatta di ciottoli bianchissimi che rendono l’acqua molto trasparente. Secondo il poeta Apollonio Rodio qui sbarcarono gli Argonauti, e il nome antico del luogo, Porto Argo, significava proprio “porto bianco”.

Napoleone all’Elba: la Palazzina dei Mulini

Tra il Forte Stella e il Forte Falcone, in cima a una scalinata chiamata Salita Napoleone, c’è la casa più famosa dell’isola. Napoleone Bonaparte arrivò a Portoferraio in esilio il 4 maggio 1814 e ne ripartì il 26 febbraio 1815: dieci mesi da sovrano del piccolo Principato dell’Elba. Come residenza ufficiale scelse la Palazzina dei Mulini, nata nel 1724 come piccola casa del giardiniere del governatore, sul punto più alto del promontorio, dove un tempo giravano alcuni mulini a vento.

La facciata della Palazzina dei Mulini, la residenza di Napoleone a Portoferraio
La Palazzina dei Mulini, residenza ufficiale di Napoleone. Foto di Sailko, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Oggi è un museo napoleonico aperto al pubblico. Dentro si vedono il salone delle feste affacciato sul canale di Piombino, la biblioteca con i volumi arrivati da Fontainebleau, il letto da campo dell’imperatore e il giardino sul mare. La vita privata, invece, Napoleone la passava nella Villa di San Martino, nella campagna fuori città, famosa per la sala egizia decorata con geroglifici e piramidi: per arrivarci conviene la macchina o l’autobus.

Rio Marina e la costa che brilla

L’Elba orientale è un’altra isola. Qui il ferro si è estratto dagli Etruschi fino al 1981, quando le miniere hanno chiuso, e attorno a Rio Marina gli scavi erano a cielo aperto. I Greci chiamavano l’isola Aithalia, “la fumosa”, per il fumo dei forni in cui gli Etruschi fondevano il minerale, che poi viaggiava via mare fino a Populonia. È la stessa storia che si legge nella sabbia scura e luccicante del Golfo di Baratti, sulla strada per Piombino.

Le terre rosse delle ex miniere di ferro a cielo aperto di Rio Marina
Le terre rosse delle miniere a cielo aperto di Rio Marina. Foto di Albarubescens, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Il paese è piccolo e si gira in un’ora. Sul porto c’è la torre voluta dal principe Jacopo V Appiano per difendere i depositi di minerale; nel 1882, quando Rio Marina diventò Comune, le fu aggiunta in cima la torretta con l’orologio. Nello stemma del paese ci sono l’aquila e le api di Napoleone, perché fu lui a rendere autonoma la vecchia Marina di Rio.

La torre di Rio Marina con la torretta dell’orologio sul lungomare
La torre di Rio Marina con la torretta dell’orologio. Foto di Albarubescens, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Le vecchie miniere oggi fanno parte del Parco Minerario dell’Isola d’Elba, nato nel 1991 e con sede proprio a Rio Marina, che organizza visite ai cantieri a piedi, in bicicletta, in trenino o in fuoristrada. Quali siano attive nel giorno della vostra gita conviene verificarlo sul loro sito prima di partire.

Cavo, il porto più vicino

A circa nove chilometri da Rio Marina, vicino alla punta nord orientale dell’isola, c’è Cavo, un piccolo borgo di mare raccolto attorno al suo lungomare. Il nome viene da “capo”, il promontorio. Nel 1849 ci fece tappa Giuseppe Garibaldi, diretto a Caprera. Ed è da qui che parte la Grande Traversata Elbana, il sentiero principale dell’isola: la prima tappa, di circa 18 chilometri, arriva a Porto Azzurro. Per chi va senza macchina e vuole solo mare e quiete, Cavo è la gita più semplice di tutte.

Con la macchina: Porto Azzurro e Capoliveri

Da Rio Marina, una strada di circa 13 chilometri porta a Porto Azzurro, più a sud sulla stessa costa. Fino al 1947 si chiamava Porto Longone, e sul promontorio c’è ancora il Forte Longone, costruito dagli Spagnoli nel 1603 e diventato carcere alla fine dell’Ottocento. La piazza sul porto è il posto giusto per il pranzo.

Sei chilometri più in là c’è Capoliveri, un paese citato già nel 1260 con il nome di Capolibero, nel cui territorio si alza il Monte Calamita, ricco di giacimenti di ferro. Da Capoliveri si torna a Rio Marina in meno di mezz’ora per il traghetto del pomeriggio.

Se sbarcate a Portoferraio con la macchina, l’alternativa è puntare a ovest, verso il Monte Capanne, la vetta più alta dell’Arcipelago con i suoi 1.019 metri. Ci si sale con una cestovia del 1963 fatta di piccole gabbie gialle aperte, per due persone in piedi. Nelle giornate limpide, da lassù si vede la costa toscana e perfino la Corsica. L’impianto funziona soprattutto d’estate: verificate che sia aperto prima di partire.

Consigli pratici

  • Prenotate il traghetto, soprattutto d’estate e con la macchina. Orari e tariffe sono sui siti delle compagnie e cambiano con la stagione.
  • Partite presto: con la prima corsa del mattino la giornata sull’isola si allunga di ore.
  • Tenete margine per il ritorno: arrivate al porto con anticipo, specie se dovete reimbarcare l’auto.
  • Un porto, una zona: in un giorno solo conviene scegliere tra l’Elba di Portoferraio e quella orientale di Rio Marina e Cavo, senza provare a vedere tutto.
  • Controllate le aperture della Palazzina dei Mulini e del Parco Minerario prima di partire.
  • Scarpe comode per Portoferraio: dal porto ai forti si sale parecchio.

Domande frequenti sull’Elba in giornata

Si può visitare l’Elba in un giorno partendo da Follonica?

Sì. Il porto di Piombino è a circa 27 chilometri da Pratoranieri, poco più di mezz’ora di macchina, e con un traghetto al mattino e uno al pomeriggio si ha una giornata piena sull’isola.

Meglio sbarcare a Portoferraio, a Rio Marina o a Cavo?

Senza macchina, Portoferraio, perché la città si visita a piedi dal porto. Con la macchina, Rio Marina, per il giro dell’Elba orientale. Per una giornata tranquilla di mare, Cavo.

Si può arrivare al porto di Piombino in treno?

Sì. Dalla stazione di Follonica si raggiunge Piombino Marittima, la stazione accanto agli imbarchi, sulla linea che parte da Campiglia Marittima.

Cosa vedere all’Elba in un giorno?

A Portoferraio la darsena medicea, la Torre della Linguella, i forti Stella e Falcone e la Palazzina dei Mulini di Napoleone. Sull’Elba orientale Rio Marina con le sue miniere, Cavo, Porto Azzurro e Capoliveri.

Una barca a vela nel mare davanti a Pratoranieri, con un isolotto all’orizzonte

Il momento più bello della gita, però, arriva dopo. Si rientra a Piombino nel tardo pomeriggio, mezz’ora di strada, e a Pratoranieri si fa ancora in tempo a scendere in spiaggia per vedere il sole calare proprio dietro l’isola su cui si è passata la giornata. Ne abbiamo parlato in La magia dei tramonti a Pratoranieri. E per il giorno dopo, quando viene voglia di restare sulla sabbia di casa, c’è la nostra guida Le spiagge di Follonica, tratto per tratto.

Foto di apertura: Portoferraio e la darsena medicea viste dal mare. Foto di Sailko, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons.